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Sfrutta i KPI per ottimizzare il marketing budget

Tempo di lettura 5 min.

Il budget per l’email marketing è stato allocato e le prime newsletter sono state inviate, adesso è giunto il momento di analizzare la campagna. Il report mostra all’istante l’andamento della newsletter e allo stesso tempo dove apportare i giusti cambiamenti per utilizzare il budget dedicato in maniera più efficace.

In questo post andremo a illustrare quali KPI (Key Performance Indicator) sono più importanti, cosa dicono e come possono essere migliorati. L’obiettivo è ottenere un tasso di apertura più alto, più click e maggiori vendite, senza aumentare il budget dedicato.

I numeri chiave per un utilizzo ottimale del budget

Solo una parte di tutti i destinatari apre una newsletter, questa porzione viene indicata come open rate (tasso di apertura). Un numero ancora minore di questi ultimi clicca su un link, questi rappresentano il click rate (tasso di click su link). Una parte ancora più piccola di coloro che visitano un sito web o uno shop online, invece, converte (in acquisto o altra azione), questo numero è indicato come conversion rate o tasso di conversione.

L’immagine mostra in che modo su 10.000 iscritti alla newsletter, 1.125 diventino acquirenti:

Nell’esempio, il 75% dei destinatari apre la newsletter. 3.750 utenti (o il 50%) su 7.500 cliccano sul link presente nell’email e vengono quindi inoltrati all’homepage. Il 30% di questi ultimi usa l’offerta e acquista, convertendo, ciò significa che 1.125 persone su 10.000 destinatari diventano acquirenti effettivi. Tutto ciò cosa significa? Il numero di destinatari che viene contattato è molto superiore al numero di persone che effettivamente converte (cioè che acquista qualcosa).

Come fare quindi ad aumentare le conversioni? Un’opzione è contattare più destinatari. Più facile a dirsi che a farsi, perché questi possibili utenti devono prima essere trovati.

Ha più senso, invece, usare il budget dedicato in maniera più efficiente. Questo succede se viene mantenuto il numero dei destinatari, e quindi anche i costi, e, allo stesso tempo, si riesce a trasformarne un numero maggiore in clienti. Ad esempio, se i tassi di apertura, click e conversione aumentano solo dell’1%, gli acquirenti sono già 48,51, in termini reali tra 48 e 49! Ma come ottenere più destinatari che aprano la newsletter, clicchino e infine comprino? La chiave è fare offerte che si adattino agli interessi del cliente. Ciò comporta la sfida di conoscere meglio gli utenti. Infatti, più si conosce il target e più facile sarà soddisfarne i gusti.

Ma come è possibile conoscere così bene i destinatari da poter inviare loro newsletter perfette? Qui vengono in aiuto i dati del report. Categorizzati e interpretati correttamente, sono la chiave per ottenere un successo maggiore nell’email marketing, mantenendo inalterato il budget.

Cosa dicono i KPI del report di una newsletter?

Diamo un’occhiata ai primi due indicatori: open e click rate. Cosa dicono? Come è possibile migliorarli per utilizzare il budget dedicato in maniera più efficace?

Il tasso di apertura

Sono stati seguiti tutti i punti della checklist, ma solo il 15% dei destinatari apre le newsletter!

La concorrenza non ha mai fine! La newsletter di un’azienda compete con innumerevoli altri messaggi nella casella di posta: in media, i privati ​​ricevono 20 newsletter diverse a settimana. Forse l’email si è quindi persa nella casella di posta.

Grafico: CleverReach®, Fonte: statista.com

In generale, il valore medio del tasso di apertura nell’email marketing è di circa il 20% a livello globale e in tutti i settori. Tuttavia, questo numero può variare ampiamente da un paese a un altro e in relazione ai mercati, alcuni settori registrano già una buona media con un tasso del 10%, mentre altri ottengono regolarmente il 30% di apertura. Se questo indicatore è sempre inferiore alla media di settore, è possibile eseguire alcuni interventi per migliorarlo:

L’oggetto della mail

La riga dell’oggetto è la chiave del tasso di apertura: dovrebbe catturare l’attenzione del destinatario in una frazione di secondo. Bisogna mettersi nei panni del cliente ed essere severi: l’oggetto soddisfa davvero le esigenze del target? Ecco alcune regole generali:

  • Inserire il contenuto della newsletter nella riga dell’oggetto: in questo modo, i destinatari sanno quindi cosa aspettarsi all’apertura della comunicazione
  • Essere semplici e concisi: gli utenti non vogliono leggere romanzi nella riga dell’oggetto. È necessario inoltre evitare parole e frasi di spam come “OFFERTA SPECIALE” o “CLICCA QUI ORA”
  • Personalizzare la riga dell’oggetto aumenta significativamente le probabilità di aperture e conversioni!

Il nome del mittente

Il nome del mittente è, insieme alla riga dell’oggetto, la prima cosa che i destinatari vedono quando la newsletter arriva nella casella di posta. È consigliabile mantenere la regola della semplicità e utilizzare il nome dell’azienda (come richiesto dalla legge). Inoltre, è importante che questo indirizzo sia disponibile per le risposte e non utilizzare i cosiddetti no-reply address.

La frequenza

Qualità prima della quantità! Solo perché il calendario dice che bisogna inviare un’email ogni lunedì non significa che ci sia sempre qualcosa da dire o condividere. Dopo aver ricevuto diverse newsletter inutili, è probabile che gli utenti si stanchino e non apriranno la prossima, anche se può essere interessante!

Non esiste una regola fissa sulla frequenza delle newsletter. In generale varia da settore a settore, ma anche da mittente a mittente. È necessario scoprire cosa funziona meglio per ogni singola azienda, variando la frequenza di consegna. Il report fornirà la risposta dopo il periodo di prova.

Il tasso di click

Per ottenere click rate elevati, il contenuto della newsletter deve essere stuzzicante, unico e irresistibile, in modo che il destinatario sia invogliato a saperne di più e cliccare sul link. Non è necessario raggiungere l’eccellenza creativa, inventare modelli elaborati o creare contenuti espressamente formulati per ogni mailing. Alcune newsletter di successo sono costituite solo da un titolo significativo e immagini accattivanti collegati alla rispettiva offerta. Anche in questo caso vale la regola: l’offerta deve corrispondere agli interessi dei destinatari.

Inoltre, non c’è bisogno di impiegare troppo tempo per creare una newsletter: strumenti di automazione come THEA di CleverReach garantiscono la ricezione da parte dei destinatari di offerte e contenuti mirati, quasi automaticamente.

Per essere sicuri che una newsletter sia ben accolta dagli utenti, può essere utile un A/B testing: per questa prova, vengono create due diverse versioni di una mailing. Ogni versione viene quindi inviata al 10% di un elenco di destinatari. Dopo un periodo di tempo predefinito, il risultato viene valutato e la versione con tassi di apertura più elevati inviata all’80% rimanente dell’elenco.

Se la riga dell’oggetto e il contenuto della newsletter sono ottimizzati per ottenere più aperture e click, sono stati già superati ostacoli importanti!

 


Mareike Juds

Mareike Juds ist verantwortlich für die Abteilung Marketing & Kommunikation bei CleverReach® und ist Ansprechpartnerin für Partner, Agenturen und Kooperationen.

Ein guter Tag beginnt für sie mit einem leckeren Kaffee, sie kann nicht nicht kommunizieren, hat eine Leidenschaft fürs Netzwerken und ein großes Herz für Tiere, vor allem Hunde.